Per quel che ne so

Parliamo di Alfie.

Anzi no, parliamo di ciò che gira intorno ad Alfie e lasciamo stare questo paziente, che nella sua breve vita ne ha già viste a sufficienza.

Parliamo, anzi, proviamo a ragionare serenamente come adulti, come uomini di scienza, come esseri razionali e pietosi.

Come esseri rispettosi.

Come esseri umani. Continua a leggere

#quellavoltache

[Questo post rientra in un progetto di scrittura collettiva, nato per contrastare il victim blaming, ovvero il fenomeno per il quale le vittime che denunciano un abuso, una violenza o una molestia, vengono attaccate da critiche, insinuazioni, o veri e propri insulti.

In questo progetto, pensato dopo un po’ di chiacchiere e confronto tra amiche, alcune di noi racconteranno la loro storia di abuso. Perché le vittime non si sentano isolate, perché la violenza è un fenomeno diffuso, ma non per questo accettabile, o giustificabile. Chi volesse partecipare al progetto può raccontare la sua storia (solo se vi va e se vi sentite tranquilli nel farlo) sui social con l’hashtag #quellavoltache]

Ora vi racconto la mia volta. Continua a leggere

No Vax Free Vax e l’ignoranza

Oggi avevo un po’ di tempo libero e, come tutti quelli che hanno del tempo libero, mi sono dedicata ad uno dei miei hobby preferiti, un hobby che spesso sfuma nella perversione: attaccare rissa sui social su temi sanitari.

A mia parziale discolpa va detto che non me la sono proprio andata a cercare, diciamo che i miei amici, più o meno consapevoli delle mie debolezze, mi hanno sventolato sotto il naso un post di Free Vax, così come si fa con un drappo rosso per il toro, sapendo perfettamente che a certe tentazioni non so resistere. Continua a leggere

Non scappare 

“Paola, guarda, ti faccio vedere la foto di Francesca. Ieri sono andata a trovarla e sta benissimo.”

La mia Caposala parla, ma io non sento, perché sono troppo occupata ad attutire il colpo che la foto mi dà: una giovane donna in piedi sorride. Ai due lati ci sono due bambini piccoli in età prescolare. Sorridono anche loro.

Una foto qualsiasi tra migliaia di foto simili pubblicate ovunque e che, di solito, interessano solo i protagonisti o, magari, le nonne coinvolte, ma che in tutti gli altri evocano la medesima intolleranza: “Ma che palle, sai che cazzo me ne frega che tuo figlio ha superato l’esame di Judo…” Continua a leggere

“Dove devo firmare?”

“Dove devo firmare?”

“Non c’è niente da firmare.”

“Mi avete detto che mio marito non si riprenderà mai, che resterà un vegetale, io voglio firmare per l’eutanasia.”

“Gliel’ho già spiegato, l’eutanasia in Italia è illegale. Lo sa che non si può fare.” Continua a leggere

Un po’ di chiarezza

In questi giorni la triste storia della morte della paziente gravida e dei due gemelli all’ospedale Cannizzaro di Catania ha sollevato molte polemiche e valanghe di articoli pieno di errori terminologici, conditi di niente, montato a fuffa, tanto che non posso esimermi dall’esprimere la mia opinione non richiesta. Continua a leggere

Ci siamo

“Ok. Ci siamo.”
Sto prendendo l’aperitivo in terrazza di fronte al mare della Spagna. Sono in ferie, sto da Dio e per 15 giorni, sempre troppo brevi, il mio pensiero più articolato sarà decidere se mangiare paella, o fideuà, a cena.

E, invece, la vita, come sempre, soprattutto quando si tratta di loro due, arriva come un treno a tutta velocità sotto forma di messaggio Watzapp e mi fa andare il vino bianco per traverso.

Ci siamo. Continua a leggere